Agenzie per il lavoro e enti di formazione: facilitatori del cambiamento

Lavoro Futuro
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Soggetti del mercato del lavoro · 15 Giugno 2026 · 5 min lettura
Agenzie per il lavoro e enti di formazione: i facilitatori del cambiamento
Chi accompagna davvero le persone nel mercato del lavoro? Non chi le assume, non chi le tutela, ma chi le guida nel mezzo.
CB
Avv. Carmelo Bifano
Presidente EBILP · Autore della rubrica
#LavoroFuturo

C'è una domanda che mi pongo spesso, parlando con imprenditori e lavoratori: chi accompagna davvero le persone nel mercato del lavoro? Non chi le assume, non chi le tutela contrattualmente, ma chi le guida nel mezzo, in quella zona di transizione in cui una competenza si esaurisce e un'altra deve ancora nascere.

La risposta, nel sistema italiano, ha due volti complementari: le agenzie per il lavoro e gli enti di formazione. Due soggetti che molti conoscono solo in superficie, eppure svolgono un ruolo che diventa ogni giorno più decisivo.

Da intermediari a facilitatori di transizioni

Per decenni, le agenzie per il lavoro sono state percepite come semplici "caselle di smistamento": si portava un curriculum, si aspettava una chiamata. Quel modello appartiene al passato.

Oggi, il settore si è profondamente trasformato. La legge Biagi prima e il Jobs Act poi hanno riconosciuto alle agenzie funzioni ben più articolate: orientamento professionale, outplacement, ricollocazione, supporto alle aziende nella costruzione di strategie di attrazione dei talenti. Le più evolute utilizzano strumenti di analisi avanzata per leggere non solo le competenze dichiarate nei curricula, ma anche quelle implicite, quelle che un lavoratore ha maturato senza saperlo nominare.

La vera sfida, però, non è tecnologica. È culturale. Le agenzie che stanno facendo la differenza sono quelle che hanno smesso di vedere il lavoratore come una risorsa da collocare e hanno cominciato a trattarlo come una persona da orientare. In un mercato del lavoro in cui le traiettorie professionali sono sempre meno lineari, questa distinzione non è retorica: è sostanziale.

Le agenzie che sapranno rispondere a queste sfide non si limiteranno a essere intermediari, ma diventeranno veri e propri talent advisor, in grado di orientare scelte individuali e strategie aziendali in un mercato del lavoro sempre più complesso e dinamico. — Alla ricerca di un nuovo mercato del lavoro, cap. 2

Gli enti di formazione: da erogatori di corsi a custodi delle competenze

Anche il mondo della formazione ha vissuto una metamorfosi silenziosa ma profonda. Per anni, gli enti di formazione hanno operato con un modello sostanzialmente trasmissivo: si definiva un catalogo di corsi, si riempivano le aule, si rilasciavano attestati. Efficace, in un'epoca in cui le competenze richieste cambiavano lentamente. Insufficiente, oggi.

Il mercato del lavoro contemporaneo chiede qualcosa di diverso: percorsi personalizzati, apprendimento continuo, integrazione tra sapere formale e competenze acquisite sul campo. Le strutture più innovative hanno risposto a questa sfida ridefinendo il proprio ruolo: non più erogatori di contenuti, ma hub di competenze, capaci di connettere individui, imprese, istituzioni e centri di ricerca in un ecosistema in cui il sapere circola e si rinnova.

In questo panorama meritano una menzione specifica gli ITS Academy, gli Istituti Tecnologici Superiori riformati dalla Legge 99/2022. Nati per colmare il divario storico tra sistema formativo e mondo produttivo, offrono percorsi biennali post-diploma ad alto contenuto tecnologico e pratico, costruiti in stretto raccordo con le imprese del territorio. Nei settori del terziario e dei servizi, dove operano molte delle aziende che aderiscono agli enti bilaterali, rappresentano oggi uno dei canali più efficaci per formare figure tecniche immediatamente spendibili. Non sono ancora abbastanza conosciuti: è uno dei gap culturali che il sistema deve colmare.

Il nodo critico rimane il raggiungimento delle piccole e micro imprese, che spesso non hanno le risorse organizzative per accedere agli strumenti disponibili, dai fondi interprofessionali ai percorsi cofinanziati. È qui che la prossimità territoriale degli enti di formazione, la loro capacità di parlare la lingua delle aziende locali, diventa un vantaggio competitivo irriproducibile.

Un ecosistema che non può più permettersi i silos

Agenzie per il lavoro ed enti di formazione non operano, né dovrebbero operare, in isolamento. La sfida del prossimo decennio è costruire ecosistemi in cui questi soggetti, insieme agli enti bilaterali, ai fondi interprofessionali e alle istituzioni, condividano dati, progettino percorsi integrati e anticipino i fabbisogni di competenze prima che il mercato li richieda in emergenza.

Chi lavora nel mondo della bilateralità sa bene quanto questa integrazione sia difficile da realizzare e quanto sia indispensabile. Non si tratta di creare nuove strutture, ma di far parlare quelle che già esistono. Perché le risorse ci sono: manca spesso la visione comune che le metta a sistema.

Questo articolo
Articolo N. 05 — 15 Giugno 2026
Capitolo del libro Cap. 2 — I soggetti del mercato del lavoro
Tempo di lettura 5 minuti
Fonte "Alla ricerca di un nuovo mercato del lavoro" — Avv. Carmelo Bifano (in uscita 2026)
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#LavoroFuturo Agenzie per il lavoro Enti di formazione ITS Academy Riqualificazione
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CB
Avv. Carmelo Bifano
Presidente EBILP · Giugno 2026