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Incentivi per fare impresa, scivoli pensione, decontribuzione, cassa Covid, tutela occupazionale: ecco le misure per il lavoro in Legge di Bilancio 2021.

Le modifiche fondamentali introdotte dalla Legge di Bilancio 2021: salgono le aliquote dei diversi crediti d’imposta, con una sorta di retroattività che consente di applicarle a partire dal 16 novembre 2020, e un nuovo credito d’imposta al 15% per le tecnologie che abilitano lo smart working.

 

Il piatto forte rimane la nuova tranche di CIG Covid, assieme agli incentivi 4.0, alla proroga dei crediti d’imposta, della moratoria mutui PMI e delle misure per la liquidità delle aziende (garanzie SACE e Fondo PMI), nonché la decontribuzione per tutte le imprese al Sud, il bonus quotazione in Borsa e il Fondo per le imprese creative. Viene poi potenziato lo strumento dei contratti di espansione per far fronte alle crisi d’impresa, promuovendo prepensionamenti e ricambio generazionale.

Vediamo una sintesi delle misure in arrivo per il lavoro, le imprese e l’imprenditoria.

Industria 4.0: incentivo potenziato

L’impianto generale del Piano resta quello ora in vigore, con i crediti d’imposta per investimenti in ottica Industria 4.0 sull’acquisto di macchinari, per la formazione, l’innovazione e la svolta green. Per tutte le misure in vigore è prevista la proroga al 31 dicembre 2022 o al 30 giugno 2023 a condizione che l’ordine sia stato effettuato entro fine 2022 con pagamento di almeno il 20%.

Nuova Sabatini

La norma sul finanziamento agevolato per l’acquisto di nuovi macchinari da parte delle PMI viene potenziata con il versamento del contributo statale in un’unica soluzione. Questo riguarda tutte le imprese e non più solo quelle che chiedono finanziamenti fino a 200mila euro. Dal prossimo primo gennaio, quindi resta il finanziamento agevolato Nuova Sabatini sull’acquisto di nuovi macchinari con le attuali aliquote dei tassi (al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per quelli in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti), e il contributo statale a copertura degli interessi, che però, come detto, viene versato in un’unica soluzione (non più in sei quote).

Decontribuzione imprese Sud

Viene prorogato al 2029 lo sconto del 30% sui contributi dei lavoratori dipendenti imprese del Sud, con una modulazione per cui dal 2026 l’incentivo scende al 20%, e dal 2028 al 10%.

Lavoro

Ci sono 12 settimane di cassa (ordinaria, in deroga, assegno ordinario) con causale Covid, aggiuntive, da utilizzare fra il primo gennaio e il 31 marzo 2021. Per le imprese che non chiedono la cassa integrazione, dopo averla utilizzata in maggio e giugno 2020, altre otto settimane di esonero contributivo. Proroga al 31 marzo dello stop ai licenziamenti. Taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 40mila euro.

C’è una novità relativa ai contratti di espansione, con lo scivolo pensionistico per i lavoratori a cui mancano non più di cinque anni per il raggiungimento della pensione di vecchiaia esteso alle imprese oltre i 250 dipendenti (prima ci volevano almeno mille dipendenti). la norma si applica per l’intero 2021.

Ricordiamo infine le novità specifiche per il lavoro autonomo, con l’esonero dal pagamento dei contributi nel 2021 per chi incassa fino a 50mila euro e ha subito nel 2020 perdite pari ad almeno il 33%, sei mesi di cig per gli iscritti alla gestione separata INPS.

Liquidità imprese

Ci sono la proroga della moratoria mutui PMI al 31 giugno 2021 e delle misure previste dal decreto Liquidità imprese (dl 23/2020) sui prestiti garantiti dal Fondo PMI e da SACE, sempre al 30 giugno 2021. Sui prestiti SACE c’è una novità inserita nel corso dell’iter parlamentare per le medie imprese fra 250 e 499 dipendenti, che hanno la garanzia SACE al 90% sui prestiti fino a 5 milioni di euro dal prossimo primo marzo 2021 (e non più dal primo gennaio al 30 giugno, come precedentemente previsto). Dal luglio 2021, la garanzia è all’80%.

Fondo PMI creative

Questa misura era già prevista dal testo originario del ddl, e viene ora rafforzata con norme rivolte ai settori della cultura e della ristorazione, fra i più colpiti dalla crisi Covid. Il Fondo PMI creative ha una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, e promuove la nuova imprenditorialità nel settore creativo, la sua crescita, la collaborazione con altre imprese o con università ed enti di ricerca. Le novità introdotte in commissione alla Camera: 3 mln di euro nel 2021 per sostenere il settore dei festival, dei cori, delle bande musicali e della musica jazz. Nuovo credito d’imposta al 40%, utilizzabile dal primo gennaio al 30 giugno 2021, per acquisto di beni strumentali durevoli o per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale per i cuochi.

Altre misure

Pacchetto su imprenditoria e lavoro femminile, con l’esonero contributivo al 100%, fino a un tetto di 6mila euro annui, sulle assunzioni di lavoratrici disoccupate, e il Fondo impresa femminile con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Prorogato per tutto il 2021 il credito d’imposta consulenza alla quotazione PMI.

Previsto un fondo per l’ingresso nel capitale di rischio delle PMI dei settori aeronautico, chimica verde, fabbricazione di componenti per la mobilità elettrica, produzione di energia da fonti rinnovabili.

Mobilità sostenibile: alle micro e piccole imprese che svolgono attività di trasporto merci urbano all’ultimo miglio, credito d’imposta annuo fino al 30% delle spese per l’acquisto di cargo bike e cargo bike a pedalata assistita fino ad un importo massimo annuale di 2mila euro a impresa.

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Legge di Bilancio 2021, DDL alla Camera entro venerdì: il nodo dell'impatto sui conti della nuova ondata Covid e delle relative misure economiche.

La seconda ondata di Coronavirus ritarda l’iter della Legge di Bilancio, che è stata approvata dal governo lo scorso 18 ottobre e non è ancora arrivata in Parlamento. La manovra è attesa entro fine settimana, questa è l’ipotesi al momento considerata più probabile.

Ci sono indiscrezioni in base alle quali sarebbero necessari nuovi vertici di maggioranza prima dell’invio a Montecitorio del testo. In ogni caso, i tempi sono ormai relativamente stretti. La manovra, come è noto, deve essere approvata dalle Camere entro la fine dell’anno.

Si tratta, come era prevedibile, di una sessione di bilancio particolarmente complessa, in considerazione dell’emergenza Coronavirus. La seconda ondata, con i provvedimenti restrittivi conseguenti, impatta sull’economia e di conseguenza sui numeri in base ai quali è stata messa a punto lo schema di Legge di Bilancio 2021 (PIL, deficit, e via dicendo).

Al momento si tratta di una manovra da 40 miliardi, che contiene una serie di misure anti Covid, come la nuova cassa integrazione per il 2021, agevolazioni per le imprese (incentivi assunzione, moratoria mutui), risorse per la sanità, la riforma fiscale, l’introduzione di un assegno unico per i figli, la proroga di Opzione Donna e APE sociale.

Come detto, la manovra va approvata entro la fine dell’anno, e deve essere approvata da Camera e Senato.

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Ecco cosa cambia con il Decreto Ristori Bis per quanto riguarda il contributo a fondo perduto e il credito d'imposta sugli affitti commerciali.

 Il Decreto Ristori Bis (Dl 149/2020) ha esteso e potenziato alcune delle misure contenute nel primo DL Ristori (Dl 137/2020) volto ad aiutare gli operatori colpiti dalle disposizioni del Dpcm 24 ottobre, poi superate dal Dpcm 3 novembre e pertanto “riscritto” con secondo provvedimento.

In particolare, il consolidamento delle misure riguarda i risarcimenti diretti alle attività economiche ed il credito d’imposta sugli affitti commerciali per gli ultimi tre mesi dell’anno (con esenzione dal pagamento della seconda rata IMU).

Fondo Perduto

Ampliamento delle categorie di contribuenti destinatari dei contributi a fondo perduto e, per alcuni operatori, incremento dell’importo spettante: all’articolo 1 del decreto è disposta la rideterminazione del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto legge n. 137 e viene anche istituito un nuovo contributo a favore degli operatori dei centri commerciali. Di seguito il dettaglio.

Il nuovo allegato 1 include ulteriori categorie, precedentemente non inserite (tra cui internet point, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, bus turistici, trasporti lagunari, corsi di danza, lavanderie industriali, negozi di bomboniere, fotoreporter, traduttori e pirotecnici).

Maggiorazione del contributo dal 150% al 200% per gli esercenti le attività con codici Ateco 561030 (gelaterie e pasticcerie), 561041 (gelaterie e pasticcerie ambulanti), 563000 (bar e altri esercizi simili senza cucina) e 551000 (alberghi), aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle regioni arancioni e nelle aree rosse.

Contributo 2021, nel limite di spesa di 280 milioni, ai soggetti con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle misure del Dpcm 3 novembre (ristoro determinato entro il 30% del contributo previsto dal primo decreto Ristori all’articolo 1, per chi svolge come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’allegato 1 del Ristori Bis), alle consuete condizioni (calo del fatturato o partita Iva attiva dal 1° gennaio 2019) ed entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nella domanda trasmessa in base ai criteri del Dl Rilancio.

Bonus affitti

L’articolo 4 del Ristori Bis modifica il “tax credit locazioni” per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020, già previsto  in favore di alcune categorie di operatori economici. Ora viene esteso alle imprese che esercitano le attività individuate nell’allegato 2, nonché a quelle che svolgono le attività di cui ai codici Ateco 79.1, 79.11 e 79.12 (agenzie di viaggio e tour operator), e che hanno la sede operativa in una zona rossa.

Si tratta del credito d’imposta per le locazioni commerciali nella misura del 60%, per gli immobili a uso non abitativo, oppure del 30% (innalzato al 50% per le strutture turistico-ricettive), in caso di affitto d’azienda.

Il beneficio spetta se, nel mese di riferimento, si è avuta una riduzione del fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Il bonus, oltre che usato in compensazione o in dichiarazione dei redditi, può essere ceduto (anche al locatore o concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone).

Esenzione IMU

La seconda rata per immobili e relative pertinenze in cui si esercitano attività riferite ai codici Ateco dell’allegato 2 non è dovuta  (fatti salvi i requisiti del Dl Agosto, per i cui beneficiari non cambia quindi nulla) se i proprietari sono anche i gestori delle attività e se gli immobili sono ubicati in zona rossa o arancione (ai sensi del DPCM 3 novembre).

 

 

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