Blog

×

Avviso

Twitter Consumer Key not defined.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Legge di Bilancio 2021, DDL alla Camera entro venerdì: il nodo dell'impatto sui conti della nuova ondata Covid e delle relative misure economiche.

La seconda ondata di Coronavirus ritarda l’iter della Legge di Bilancio, che è stata approvata dal governo lo scorso 18 ottobre e non è ancora arrivata in Parlamento. La manovra è attesa entro fine settimana, questa è l’ipotesi al momento considerata più probabile.

Ci sono indiscrezioni in base alle quali sarebbero necessari nuovi vertici di maggioranza prima dell’invio a Montecitorio del testo. In ogni caso, i tempi sono ormai relativamente stretti. La manovra, come è noto, deve essere approvata dalle Camere entro la fine dell’anno.

Si tratta, come era prevedibile, di una sessione di bilancio particolarmente complessa, in considerazione dell’emergenza Coronavirus. La seconda ondata, con i provvedimenti restrittivi conseguenti, impatta sull’economia e di conseguenza sui numeri in base ai quali è stata messa a punto lo schema di Legge di Bilancio 2021 (PIL, deficit, e via dicendo).

Al momento si tratta di una manovra da 40 miliardi, che contiene una serie di misure anti Covid, come la nuova cassa integrazione per il 2021, agevolazioni per le imprese (incentivi assunzione, moratoria mutui), risorse per la sanità, la riforma fiscale, l’introduzione di un assegno unico per i figli, la proroga di Opzione Donna e APE sociale.

Come detto, la manovra va approvata entro la fine dell’anno, e deve essere approvata da Camera e Senato.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Ecco cosa cambia con il Decreto Ristori Bis per quanto riguarda il contributo a fondo perduto e il credito d'imposta sugli affitti commerciali.

 Il Decreto Ristori Bis (Dl 149/2020) ha esteso e potenziato alcune delle misure contenute nel primo DL Ristori (Dl 137/2020) volto ad aiutare gli operatori colpiti dalle disposizioni del Dpcm 24 ottobre, poi superate dal Dpcm 3 novembre e pertanto “riscritto” con secondo provvedimento.

In particolare, il consolidamento delle misure riguarda i risarcimenti diretti alle attività economiche ed il credito d’imposta sugli affitti commerciali per gli ultimi tre mesi dell’anno (con esenzione dal pagamento della seconda rata IMU).

Fondo Perduto

Ampliamento delle categorie di contribuenti destinatari dei contributi a fondo perduto e, per alcuni operatori, incremento dell’importo spettante: all’articolo 1 del decreto è disposta la rideterminazione del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto legge n. 137 e viene anche istituito un nuovo contributo a favore degli operatori dei centri commerciali. Di seguito il dettaglio.

Il nuovo allegato 1 include ulteriori categorie, precedentemente non inserite (tra cui internet point, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, bus turistici, trasporti lagunari, corsi di danza, lavanderie industriali, negozi di bomboniere, fotoreporter, traduttori e pirotecnici).

Maggiorazione del contributo dal 150% al 200% per gli esercenti le attività con codici Ateco 561030 (gelaterie e pasticcerie), 561041 (gelaterie e pasticcerie ambulanti), 563000 (bar e altri esercizi simili senza cucina) e 551000 (alberghi), aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle regioni arancioni e nelle aree rosse.

Contributo 2021, nel limite di spesa di 280 milioni, ai soggetti con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle misure del Dpcm 3 novembre (ristoro determinato entro il 30% del contributo previsto dal primo decreto Ristori all’articolo 1, per chi svolge come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’allegato 1 del Ristori Bis), alle consuete condizioni (calo del fatturato o partita Iva attiva dal 1° gennaio 2019) ed entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nella domanda trasmessa in base ai criteri del Dl Rilancio.

Bonus affitti

L’articolo 4 del Ristori Bis modifica il “tax credit locazioni” per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020, già previsto  in favore di alcune categorie di operatori economici. Ora viene esteso alle imprese che esercitano le attività individuate nell’allegato 2, nonché a quelle che svolgono le attività di cui ai codici Ateco 79.1, 79.11 e 79.12 (agenzie di viaggio e tour operator), e che hanno la sede operativa in una zona rossa.

Si tratta del credito d’imposta per le locazioni commerciali nella misura del 60%, per gli immobili a uso non abitativo, oppure del 30% (innalzato al 50% per le strutture turistico-ricettive), in caso di affitto d’azienda.

Il beneficio spetta se, nel mese di riferimento, si è avuta una riduzione del fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Il bonus, oltre che usato in compensazione o in dichiarazione dei redditi, può essere ceduto (anche al locatore o concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone).

Esenzione IMU

La seconda rata per immobili e relative pertinenze in cui si esercitano attività riferite ai codici Ateco dell’allegato 2 non è dovuta  (fatti salvi i requisiti del Dl Agosto, per i cui beneficiari non cambia quindi nulla) se i proprietari sono anche i gestori delle attività e se gli immobili sono ubicati in zona rossa o arancione (ai sensi del DPCM 3 novembre).

 

 

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Guida dettagliata alle riforme nella Legge di Bilancio (fisco, salario minimo, cuneo fiscale, statuto dell'impresa) e tutti i ddl previsti.

C’è un pacchetto di riforme concentrato su fisco, lavoro e innovazione nel programma del Governo per la Legge di Bilancio 2021: la NaDEF, Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza appena approvata dal Governo, ne elenca 22, alcune già ampiamente annunciate come la riforma fiscale e quella degli ammortizzatori sociali, altre da tempo al centro del dibattito politico ma  ora annunciate ufficialmente, come il salario minimo e la rappresentanza delle parti sociali nella contrattazione collettiva, altre ancora che hanno l’obiettivo di preparare il terreno per la ripartenza: disegno di legge sullo statuto d’impresa, riordino incentivi imprese, Startup e PMI.

«La prossima legge di bilancio e le sovvenzioni della Recovery and Resilience Facility avranno un valore complessivo pari a circa il 2% del PIL nel 2021», scrive il ministero dell’Economia, Roberto Gualtieri, nella premessa della NaDEF. «La crescita economica ne beneficerà significativamente, attestandosi al sei per cento. Nel biennio successivo l’intonazione espansiva della politica di bilancio si attenuerà gradualmente fino a raggiungere un avanzo primario di 0,1 punti percentuali e un indebitamento netto in rapporto al PIL del tre per cento. Nel 2022 verrà quindi recuperato il livello del PIL registrato nell’anno precedente la pandemia».

Come più volte sottolineato, la sessione di Bilancio 2020-2021 è particolarmente impegnativa. Non c’è solo la Manovra, ma anche il Recovery Plan finanziato dalle risorse europee del Next Generation Ue. Interventi che «permetteranno di rilanciare gli investimenti pubblici e privati e attuare importanti riforme all’interno di un disegno di rilancio e di transizione verso un’economia più innovativa e più sostenibile dal punto di vista ambientale e più inclusiva sotto il profilo sociale».

Si tratta, sottolinea lo stesso Gualtieri, «di un’occasione unica e irripetibile, non solo per superare le conseguenze della pandemia, ma anche per migliorare e rilanciare il nostro Paese e renderlo protagonista delle sfide del futuro».

E veniamo alla manovra vera e propria. La NaDEF annuncia «significative risorse per il sostegno all’occupazione e ai redditi dei lavoratori, segnatamente nei settori più impattati dall’emergenza Covid-19», il «finanziamento del taglio del cuneo fiscale sul lavoro dipendente (i cosiddetti 100 euro)» e del «taglio contributivo al Sud già introdotto dal decreto-legge di agosto limitatamente alla seconda metà del 2020». Una «componente di rilievo», è rappresentata da «un’ampia riforma fiscale, che il Governo intende attuare sulla base di una Legge delega che sarà parte integrante del PNRR e dei relativi obiettivi intermedi. La riforma si raccorderà all’introduzione dell’assegno unico e universale per i figli».

Riforma fiscale

Ci sono già su questo fronte un serie di anticipazioni. Innanzitutto, le parole di Gualtieri: una riforma «finalizzata alla semplificazione e alla trasparenza, al miglioramento dell’equità e dell’efficienza del prelievo e alla riduzione della pressione fiscale». Verrà «introdotto un nuovo fondo da alimentare con i proventi delle maggiori entrate legate all’aumento della compliance fiscale che verranno successivamente restituiti, in tutto o in parte, ai contribuenti sotto forma di riduzione del prelievo. Il Governo intende infatti stabilire un patto fiscale con i cittadini italiani che premi la fedeltà fiscale e contributiva delle imprese e dei lavoratori». Di seguito interventi di riforma fiscale allo studio:

·         Proroga taglio cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti con redditi fra i 28mila e i 40mila euro (previsto per il momento solo fino al prossimo 31 dicembre): l’intervento è annunciato nella NaDEF, quindi è certo.

·         Riforma aliquote IRPEF: è un terreno più incerto, per il momento non ci sono indicazioni sul modo in cui sarà eventualmente portato avanti.

·         Revisione detrazioni fiscali: è probabile che venga inserito, più difficile capire in che termini. Restano allo studio le ipotesi di un taglio lineare (portando, ad esempio, al 17% le detrazioni che sono attualmente al 19%) ma ci sono anche altre opzioni, come quella di un taglio in base al reddito: al di sopra di determinate fasce (si pensa a 55mila o 75mila euro), le detrazioni non potrebbero superare una determinata percentuale (si pensa al 2% del reddito).

·         Riforma tassazione Partite IVA: questo è un intervento che potrebbe essere finanziato con le risorse europee e consisterebbe in uno stop all’attuale sistema di acconti e saldi, in favore di una tassazione in base a quanto effettivamente incassato, su base mensile o trimestrale.

Riforme Lavoro

·         Ddl in materia di salario minimo e rappresentanza delle parti sociali nella contrattazione collettiva: il nodo principale da sciogliere è il meccanismo da prendere come riferimento per stabilire il salario minimo. Un tetto fissato per legge, oppure basato sulla contrattazione (prendendo per esempio come riferimento i minimi contrattuali delle diverse categorie).

·         DdL per l’aggiornamento e il riordino della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

·         Smart working: annunciato un Ddl con “Disposizioni in materia di lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni”. Non si escludono (ma la NaDEF non ne parla) misure in manovra sullo smart working nel privato, in considerazione del fatto che il prossimo 31 dicembre decade la possibilità per le imprese di ricorrere alla modalità semplificata di accesso al lavoro flessibile.

·         Riforma ammortizzatori sociali: ne ha parlato più riprese la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. Si va verso una semplificazione e un riordino degli attuali strumenti, introducendo un nuovo strumento universale.

Imprese

Fra le novità registriamo il Ddl su statuto dell’impresa. L’obiettivo della norma in preparazione è spiegato dal ministero dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: recuperare «il rapporto di fiducia tra chi governa e chi fa impresa». Essere imprenditore «è una libertà che la nostra Costituzione riconosce a ciascuna persona e i cui limiti non possono essere «tali da renderne impossibile o estremamente difficile l’esercizio». Dunque, aveva spiegato, ad esempio, il ministero in sede di assemblea annuale di Confindustria, va assicurato «il diritto a fare impresa in un contesto di regole chiare, stabili e certe nel tempo» in grado di sostenere gli sforzi quotidiani e la crescita delle imprese, che non devono essere soffocate da burocrazia e adempimenti.

Sono poi previste riforme specifiche per determinati settori:

·         sostegno e valorizzazione dell’agricoltura e della pesca,

·         disposizioni in materia di spettacolo, industrie culturali e creative e turismo,

·         semplificazione e riordino in materia di start-up e PMI innovative,

·         revisione organica degli incentivi alle imprese,

·         disposizioni per lo sviluppo delle filiere e per favorire l’aggregazione tra imprese,

·         riforma disciplina legge quadro per l’artigianato.

Viale Trastevere n° 60

00153 - Roma 

  • Email: info@ebilp.it
  • Tel: 089 28 73 776
Tutti i diritti riservati. E.BI.L.P. C.F.: 97784430585 - VIALE TRASTEVERE, 60 - 00153 ROMA.

Search