Blog

×

Avviso

Twitter Consumer Key not defined.

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

Liberi professionisti e associati o nuovi beneficiari devono fare domanda per il bonus, per gli altri, indennità con rinnovo automatico: guida completa.

 Le uniche due categorie di lavoratori che, possedendone i requisiti, devono sicuramente presentare domanda per ottenere l’indennità Covid 19 relativa al mese di maggio è rappresentata da liberi professionisti con partita IVA e partecipanti a studi associati/società semplice con partita IVA.

Per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e per gli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali i requisiti in maggio sono cambiati, per cui l’indennità è estesa ai casi di cessazione del lavoro al 19 maggio scorso, oltre al fatto che la somma è salita a mille euro: è quindi possibile che ci siano soggetti che non avevano diritto al bonus in marzo e aprile ma ce l’abbiano per maggio, dovendo ripresentare nuova domanda.

In tutti gli altri casi, la richiesta va inviata solo se non è già stata percepita l’indennità in marzo o in aprile. A coloro che hanno già presentato la domanda, infatti, l’indennità di 600 euro è automaticamente rinnovata anche nel mese di maggio.

Ecco la tabella riepilogativa:

Categoria

Domanda

Liberi professionisti con partita IVA

Nuova domanda per maggio

Partecipanti a studi associati o società semplice

Nuova domanda per maggio

Collaborazione coordinata e continuativa

Nuova domanda se non già beneficiari di marzo

Stagionali turismo e stabilimento termali

Nuova domanda se non già beneficiari di marzo

Lavoratori spettacolo con 30 contributi 2019 fino a 50mila €

Nuova domanda se non presentata a marzo

Lavoratori spettacolo con 7 contributi 2019 fino a 35mila €

Unica domanda per aprile e maggio

Somministrati turismo e stabilimenti termali

Unica domanda per aprile e maggio

Stagionali non del turismo né di stabilimenti termali

Unica domanda per marzo, aprile e maggio

Intermittenti

Unica domanda per marzo, aprile e maggio

Autonomo occasionali

Unica domanda per marzo, aprile e maggio

Venditori a domicilio

Unica domanda per marzo, aprile e maggio

Come fare domanda per maggio

La procedura è la stessa già utilizzata per i bonus di marzo e aprile, quindi si accede attraverso l’area dedicata del sito INPS, con le proprie credenziali, oppure tramite intermediari. La domanda relativa al mese di maggio, per chi la deve presentare, è attiva dallo scorso 19 giugno.

Diritto al bonus maggio

In pratica, gli unici lavoratori che hanno avuto l’indennità in marzo e aprile ma non ne hanno più diritto per maggio sono gli autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (artigiani e commercianti), assieme ai lavoratori agricoli a tempo determinato.

Hanno invece diritto al bonus di maggio:

  • stagionali dei settori diversi dal turismo e stabilimenti termali,
  • intermittenti,
  • contratto di lavoro autonomo occasionale,
  • incaricati alle vendite a domicilio,
  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno sette contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 35mila euro,
  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 50mila euro,
  • lavoratori somministrati impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turismo e stabilimenti termali,
  • liberi professionisti con partita IVA e partecipanti a studi associati/società semplice con partita IVA,
  • lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa,
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali.

Domanda per maggio

Fra tutte le sopra citate categorie di aventi diritto, devono sicuramente presentare la domanda in maggio i seguenti lavoratori.

  • Liberi professionisti con partita IVA: il motivo per cui devono presentare la domanda per avere il bonus in maggio è che c’è un requisito aggiuntivo rispetto ai mesi precedenti. Bisogna dimostrare una perdita di reddito del 33% nel secondo bimestre 2020 rispetto al secondo bimestre 2019. Gli altri requisiti restano immutati: partita IVA attiva al 23 febbraio scorso, iscrizione alla Gestione Separata in via esclusiva, non titolari di trattamento pensionistico diretto, ad eccezione dell’assegno di invalidità.
  • Partecipanti a studi associati o società semplice con partita IVA: stesso motivo sopra riportato.

Domanda di primo bonus

Ci sono poi tre categorie di lavoratori che presentano nuova domanda per il mese di maggio solo se non l’avevano già presentata in marzo (ottenendo poi anche il bonus di aprile):

  • collaborazione coordinata e continuativa,
  • stagionali turismo e stabilimento termali,
  • lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi versati nel 2019 e reddito fino a 50mila euro: sono gli unici, fra gli aventi diritto al bonus di marzo, che possono ancora ottenere il bonus di aprile presentando domanda anche se non l’avevano già presentata in marzo, ricevendo l’indennità automaticamente anche per maggio.

Presentano infine domanda unica per aprile e maggio i lavoratori somministrati impiegati presso imprese utilizzatrici del settore turismo e stabilimenti termali ed i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno sette contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore a 35mila euro.

Scadenze bonus

Tutti gli altri lavoratori che avevano diritto al bonus di marzo e non hanno presentato validamente la domanda entro il 3  o l’8 giugno scorso (a seconda dei casi), hanno perso anche la proroga di aprile. Se ne hanno diritto in base al dl Rilancio (34/2020), possono presentare invece la domanda per maggio. Con l’eccezione delle categorie sopra citate (autonomi e operai agricoli), che non hanno diritto al bonus di maggio.

 

  

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

La domanda si presenta online direttamente all’Agenzia delle Entrate, utilizzando lo specifico modello, anche tramite intermediario. Per l’invio si utilizza la procedura via web, all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, o in alternativa l’apposito software di compilazione su Entratel/Fisconline.

Il modello di “istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto” si può scaricare completo di istruzioni e specifiche di trasmissione. La compilazione della domanda è relativamente semplice.

Compilazione domanda per il fondo perduto

Nel primo riquadro, relativo ai dati del richiedente, si inserisce il codice fiscale.  Se la domanda è presentata da un erede, si barra la relativa casella e si inserisce anche il codice fiscale del parente deceduto. C’è poi il quadro dedicato al soggetto firmatario, nel quale va eventualmente inserito il codice fiscale del rappresentante legale. 

Il requisito del fatturato

La parte centrale del modello è dedicata ai requisiti. Va innanzitutto barrata la casella in cui si autodichiara di non essere fra i soggetti che non hanno diritto al contributo in base al comma 2 dell’articolo 25 del dl Rilancio (attività cessata, professionisti iscritti agli ordini). Successivamente, si barra la casella corrispondente al proprio reddito 2019, scegliendo una delle tre diverse opzioni: fino a 400mila euro, da 400mila a 1 mln di euro, fra 1 e 5 milioni di euro.

Nei campi successivi, si indicano invece con precisione il fatturato di aprile 2019 e quello di aprile 2020.

Bisogna indicare la somma di tutte le fatture con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il primo e il 30 aprile. Vanno comprese anche le eventuali fatture differite in maggio relative a operazioni effettuate nel mese di aprile, e le note di variazione.

I commercianti segnano l’ammontare globale dei corrispettivi al netto dell’IVA delle operazioni effettuate nel mese di aprile, comprese le cessioni di beni ammortizzabili. Se risulta difficoltoso il calcolo delle fatture e dei corrispettivi al netto dell’IVA (esempio, operazione delle agenzie di viaggio), l’importo può essere riportato al lordo dell’IVA (sia con riferimento al 2019 che al 2020). Infine, per le operazioni non rilevanti ai fini IVA (tabacchi, giornali e riviste), all’ammontare delle operazioni fatturate e dei corrispettivi rilevanti ai fini IVA vanno sommati gli aggi relativi alle operazioni effettuate.

L’indicazione relativa al fatturato è determinante sia per il diritto all’agevolazione (che spetta solo in caso di perdita di almeno un terzo del fatturato), sia per il calcolo del contributo. Per quantificarne l’importo si applicano le seguenti percentuali alla differenza fra i ricavi di aprile 2019 e 2020:

  • 20% se i ricavi o compensi 2019 non superano i 400mila euro,
  • 15% per ricavi o compensi fra 400mila e 1 mln di euro,
  • 10% per ricavi o compensi fra 1 e 5 mln di euro. 

Fondo perduto con ricavi a zero

Attenzione: se il fatturato di aprile 2019 o 2020 è pari a zero, il relativo campo non va compilato. Esempio classico: attività iniziata dopo l’aprile 2019. In questo caso, il contributo sarà quello minimo previsto, pari a mille euro per le persone fisiche e a 2mila euro per le imprese.

Coloro che hanno iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018 oppure hanno domicilio fiscale o sede operativa nei territori colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza, barrano la relativa casella.

Infine, si indicano negli appositi riquadri il codice IBAN, relativo al conto corrente su cui va versato il contributo, data e firma della dichiarazione. Il conto deve essere intestato o cointestato al soggetto richiedente, altrimenti la domanda viene scartata.

Il riquadro relativo alla rinuncia al contributo deve essere compilato solo da coloro che, dopo aver già presentato domanda, intendono rinunciare.

Importante: il modello contiene anche un successivo quadro A, che va compilato esclusivamente da coloro che chiedono un contributo superiore a 150mila euro. Questi contribuenti, oltre a compilare i campi relativi alla dichiarazione successiva di atto notorio e alla documentazione antimafia, devono necessariamente inviare l’istanza in formato Pdf con firma digitale, via PEC, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Dopo aver trasmesso l’istanza, il contribuente riceve un messaggio che contiene il codice della pratica. Si suggerisce di memorizzare subito questo codice perché consente, anche successivamente, di risalire all’istanza trasmessa. Il sistema effettua poi dei controlli formali, ed emette una ricevuta che può essere di presa in carico oppure di scarto. Anche se l’esito è positivo, non si tratta ancora dell’ok definitivo, che arriva dopo successivi controlli più approfonditi da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Importante: dopo aver ricevuto la comunicazione di presa in carico, il contribuente può trasmettere un’istanza sostituiva, nel caso in cui voglia effettuare delle correzioni, fino a quando non riceve la comunicazione definitiva dell’Agenzia delle Entrate, ovvero la ricevuta di “accoglimento”. da questo momento in poi, non è più possibile effettuare modifiche. E’ invece possibile, in qualsiasi momento, anche successivamente al 13 agosto, presentare un’istanza di rinuncia, anche dopo il termine del 14 agosto.

Scadenze e pagamento

La domanda si può presentare da lunedì 15 giugno fino al 13 agosto 2020. Per gli eredi che fanno domanda dopo aver rilevato l’attività di un parente deceduto la richiesta si presenta invece dal 25 giugno al 24 agosto.

Il pagamento arriva con accredito sul conto corrente, disposto contestualmente all’accettazione del contributo. I tempi saranno quindi molto rapidi. Chi usa la procedura web può visualizzare nella sezione “Consultazione esito” se è stato emesso il mandato e in quale data il bonus è stato accreditato sul conto.

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

I prestiti garantiti salgono al 100% fino a 30mila euro, requisiti di fatturato con autocertificazione, importo del finanziamento con criterio alternativo, restituzione in dieci anni, adeguamento (previo disco verde UE) per i prestiti finora concessi.

Liquidità Imprese diventa legge: prestiti da 30mila euro

I prestiti con garanzia del Fondo PMI salgono a 30mila euro: è una delle novità inserite nella legge di conversione del Decreto Liquidità Imprese, che introduce anche regole più flessibili e procedure più veloci per ottenere il finanziamento. Per esempio, viene estesa ai prestiti coperti al 100%, come requisito alternativo al 25% del fatturato, quello del doppio della spesa per il personale. Ma soprattutto, l’ammontare dei ricavi 2019 può anche essere dichiarato con autocertificazione.

Altre due importanti modifiche introdotte all’articolo 13, lettera m, del dl 23/2020: PMI e Partite IVA possono ottenere copertura al 100% sia in garanzia diretta sia in riassicurazione per un finanziamento fino a 30mila euro (precedente tetto: 25mila euro); la durata dell’ammortamento si estende: il prestito non va più restituito entro sei anni ma le rate possono prolungarsi fino a dieci anni, anche se resta fermo il preammortamento di 24 mesi (inizio restituzione dopo due anni dal prestito).

Finanziamenti in essere

Le imprese che hanno già chiesto e ottenuto il prestito, se hanno i requisiti possono aver diritto a una somma più alta e a migliori condizioni. Ecco perché è stata inserita la lettera m-bis nell’articolo 13: per i prestiti già concessi fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione, i soggetti beneficiari possono chiedere, con riguardo all’importo finanziato e alla durata, l’adeguamento del finanziamento alle nuove condizioni.

Si attendono però chiarimenti operativi: sembra infatti probabile che, per attuare la nuova disposizione, sia necessaria una nuova autorizzazione da parte della Commissione UE. La norma (lettera m dell’articolo 13 del decreto Liquidità Imprese) lo prevede esplicitamente. E la stessa ABI (Associazione Banche Italiane) vi fa riferimento, auspicando che arrivi al più presto per la piena entrata in vigore delle modifiche apportate dal Parlamento, che «dovrebbero contribuire a velocizzare le procedure in particolare dei finanziamenti fino alla nuova soglia di 30mila euro».

Importo del prestito

I 30mila euro sono il tetto massimo, ma non è detto che ogni impresa possa ottenere questa somma in prestito. Il finanziamento non può essere superiore a uno di questi due fattori (alternativi, a scelta):

·         il 25% del fatturato 2019;

·         il doppio della spesa salariale annua 2019 (o dell’ultimo anno disponibile), comprendendo oneri sociali e costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti; nel caso di imprese costituite a partire dal primo gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività.

La precedente formulazione prevedeva invece che per questi prestiti l’unico criterio fosse il 25% del fatturato 2019.

Requisito di fatturato

Non solo: diventa anche più flessibile il meccanismo. Precedentemente, i ricavi del soggetto beneficiario dovevano risultare dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia, mentre solo per le attività costituite dopo il primo gennaio 2019 era prevista la possibilità di presentare altra idonea documentazione, compresa un’autocertificazione.

Ebbene, ora quest’ultima regola vale per le tutte le PMI e i professionisti che intendono avvalersi di questi prestiti: quindi, se scelgono come criterio il 25% del fatturato 2019, possono presentare un’autocertificazione (per esempio, nel caso in cui non abbiano ancora presentato la dichiarazione o non sia ancora stato depositato il bilancio). Si tratta di una semplificazione che potrebbe sbloccare pratiche precedentemente sospese o respinte per la mancata documentazione necessaria.

Merito creditizio

C’è infine una modifica che riguarda l’ammissibilità in presenza di inadempienze probabili o esposizioni scadute. I prestiti fino a 30mila euro possono essere concessi anche a beneficiari finali con esposizioni che, anche prima del 31 gennaio 2020, sono state classificate come inadempienze probabili o esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, a condizione che le predette esposizioni alla data della richiesta del finanziamento non siano più classificabili come deteriorate.

Tutti i diritti riservati. E.BI.L.P. C.F.: 97784430585 - VIALE TRASTEVERE, 60 - 00153 ROMA.

Search